amoTE

Amorosi Teatro festival

Il programma degli eventi 2011

Mancano ormai pochi giorni alla rassegna teatrale amoTE, ambientata in uno straordinario cortile del centro di Amorosi, con un cartellone di eventi che rappresentano le tappe di un piccolo viaggio nel mondo delle relazioni familiari, dei conflitti sociali e politici, delle difficili dinamiche sentimentali dell’individuo con la comunità. Come percorso culturale amoTE è un esperimento interessante da un punto di vista comunicativo, interpretando quelli che sono i sentimenti e le istanze di una cittadina viva e produttiva sotto il profilo teatrale e artistico. Una certa contiguità e affinità con il luogo in cui nasce e si sviluppa, motiva la proposta e il coraggio con cui si sta portando avanti un discorso nuovo e alternativo che punta alla formazione e alla crescita culturale. Per questa ragione durante la rassegna (dal 4 all’8 luglio) sarà attivo un corso intensivo di teatro aperto a tutti coloro che vogliono avere un primo approccio diretto con la recitazione e la performance. L’evento di apertura si terrà il 1° luglio nella piazza centrale di Amorosi che si trasformerà in un teatro all’aperto; la prima serata sarà gratuita per coinvolgere tutti in una festa del teatro informale e popolare.

Programma

PIAZZA UMBERTO, AMOROSI
VENERDÌ 01 LUGLIO ORE 21.00

FESTA DI APERTURA | INGRESSO LIBERO
EDF: UN UOMO…
IL SUO PASSAGGIO…EDUARDO

scritto e diretto da PIERLUIGI TORTORA
alla chitarra FRANCO NATALE

Le iniziali del grande Eduardo, un Eduardo anomalo, sconosciuto, forse nuovo. Attraverso sette brani di commedia Pierluigi Tortora racconterà il passaggio del grande Eduardo De Filippo; lo spettacolo ricco di  poesie, canzoni, suoni, atmosfere farà anche rivivere l’uomo Eduardo.

PALAZZO CIOFFI, AMOROSI
MARTEDÌ 05 LUGLIO ORE 21.00
LA PAROLA MADRE
LIBERO TRADIMENTO DA “EMMA B. VEDOVA GIOCASTA” DI ALBERTO SAVINIO
TEATRO DI LEGNO
scritto e diretto da Luigi Imperato e Silvana Pirone
con Fedele Canonico, Domenico Santo, Salvatore Veneruso
Monica Costigliola, Stefano D’Agostino
Una notte dopo quindici anni di assenza, Emma B. incontrerà suo figlio. È una notte di attesa, ma anche di festa. Savinio immagina la sua protagonista sola in scena, in un monologo allucinato; noi le affianchiamo altri due personaggi  i quali insieme a lei danno vita ad  una danza dell’attesa e nello stesso tempo si fanno narratori-testimoni di un segreto profondo e impronunciabile: l’incesto compiuto dalla protagonista con suo figlio per sottrarlo ad una ispezione nazista. Ma la condanna dell’incesto resta sulla soglia dell’ambiguità: Emma infatti è  madre, ma pare scorgere  nel figlio il suo uomo, o ancora meglio il suo complemento, l’essere umano da lei generato e che solo può renderle il  sesso mai posseduto, e la non-schiavitù legata a quel sesso. Delusa da una prima figlia perché femmina e condannata a passare da un padrone all’altro (padre, madre, marito), sembra pronta a voler portare a se definitivamente quel figlio maschio, il quale ha per troppo tempo cercato in altre donne la felicità e fatto fatica a “pronunciare la parola “madre” fuori da certi significati”.  La negazione del ruolo della femminilità viene pronunciato da voci maschili che tentano di invertire il proprio sesso, proprio come Emma la quale, inoltre, ai nostri occhi inutilmente tenta di ridefinire lo statuto di  madre. Emma sembra fare i conti con una realtà desolante che non accoglie le sue non-urla e cerca di sfuggirne attraverso quello che ritiene il suo atto più potente: la messa al mondo di un uomo, maschio. La realtà di questo uomo e di quello che per lei ha significato e significa (compreso il peccato come affermazione) sembra in ogni momento labile e prossima più ad un fantasma che ad una persona. Il suo mondo pare una messa in scena rituale dell’attesa materna al fine di evadere da una mortifera solitudine.

PALAZZO CIOFFI, AMOROSI
VENERDÌ 08 LUGLIO ORE 21.00
L’INNAFFIATORE DEL CERVELLO DI PASSANNANTE
di e con ULDERICO PESCE

C’era una volta un paese in Lucania che si chiamava Salvia dove era nato un uomo: Giovanni Passannante. Nel 1878 con un coltellino con una lama di quattro dita cercò di uccidere il re Umberto I di Savoia. Condannato a morte la pena gli fu convertita in ergastolo mentre sua madre e i suoi fratelli furono immediatamente internati nel manicomio di Aversa. Passannante fu rinchiuso in una torre sull’isola d’Elba in una cella senza finestre sotto il livello del mare dove fu isolato per dodici anni. Si ammalò, cominciò a cibarsi dei propri escrementi. Anni dopo fu trasferito in un manicomio criminale dove morì nel 1910. Grazie alle teorie del Lombroso al cadavere fu tagliata la testa. . Il cranio e il cervello trasferiti nel Museo Criminologico di Roma dove sono stati esposti fino al 10 maggio 2007, per essere “ammirati” pagando due euro. Quel paese si chiamava Salvia, ma fu ribattezzato “Savoia di Lucania”.

PALAZZO CIOFFI, AMOROSI
DOMENICA 10 LUGLIO ORE 21.00
SIAMO TUTTI MATTI
di MIMMO TAGLIAFIERRO
COMPAGNIA SOLARIS

Una divertentissima storia che ricalca un classico della commedia napoletana moderna e ripropone una difficile relazione familiare e sentimentale, in una chiave più spensierata e colorita. La regia di Mimmo Tagliafierro riesce a valorizzare tutte le vocazioni artistiche degli attori amorosini e a dare vita a uno spettacolo in cui, ognuno è perfettamente adatto al suo ruolo e, a volte mettendo da parte il rigido copione, esce fuori dal testo senza strafare. Una bella produzione di teatro amatoriale.

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LABORATORIO TEATRALE INTENSIVO
DI E CON PEPPE FONZO
4-5-6-7-8 LUGLIO 2011

Il laboratorio è rivolto a tutti coloro i quali hanno il desiderio di: conoscere cosa c’è dietro una performance  teatrale e intraprendere un percorso di studio breve, ma intenso che prevede un buona capacità di mettersi in gioco. L’idea è semplice: creare una  gruppo capace di allestire a fine percorso una piccola performance conclusiva aperta a tutti.

Fasi del Laboratorio
Stretching e riscaldamento muscolare
Training autogeno
Esercizi di scioglimento emotivo
Il respiro
La presenza scenica
Il movimento e lo spazio
Espressività corporea
Elementi di contact
Sonorità della parola
L’articolazione
Elementi di canto
Dinamiche sceniche
Improvvisazione

Il nostro sarà un percorso viscerale, rigeneratore che nascerà dal basso e si espanderà fino alle periferie del corpo. Un lavoro in cui si parlerà con l’animo attraverso la sua trasmissione emotiva, l’espressività, il carattere e la malleabilità di ognuno. Andremo alla scoperta di una fluidità energetica, delle corde sensibili  per donarle al nostro pubblico. Ci confronteremo con la musicalità delle parole, con il suono della nostra voce, e con quello degli strumenti musicali, per scoprire quelle sfumature che il nostro corpo non riuscirà a trasmettere. Certo non reciteremo piuttosto saremo attori vivi, energici.

organizzazione: COMUNE DI AMOROSI www.amotefestival.it

contatti: 340.0514184 | 347.1376008

direzione artistica e comunicazione: tabula rasa eventi www.tabularasaeventi.net info@tabularasaeventi.net

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