pubblicato il 30 Mag, 2011

la seconda edizione di

Tutti pazzi x il Teatro: Rassegna teatro delle diversità

Il cartellone 2011

La rassegna teatrale più bizzarra del momento, nel senso di non comune, è organizzata dall’UOCSM di Puglianello e dal DSM di Benevento; senza confini di genere e con una forte valenza sociale e culturale, il teatro dei “matti” ha registrato una buona partecipazione di giornalisti, istituzioni e associazioni del territorio, alla conferenza stampa di presentazione che si è svolta stamattina alla Rocca dei Rettori di Benevento. Ha introdotto Maurizio Volpe, direttore dell’UOCSM di Puglianello, raccontando quanto l’esperienza teatrale sia diventata una grande esperienza terapeutica e una buona pratica, poiché ha creato un’osmosi significativa con tutto il territorio circostante, accrescendo sicuramente il BIL (il Benessere interno lordo) della nostra provincia! Un clima di festa e di allegria ha accompagnato tutta la conferenza stampa, che ha visto la partecipazione di un bel gruppo di pazienti e di operatori, orgogliosi di esserci e d’indossare la maglietta con il logo e la scritta: Da vicino nessuno è normale.!

Coniugare il teatro con il mondo reale e giocare con il teatro in tutte le sue forme, è la vera novità del progetto, come ha sottolineato con grande entusiasmo Giulio Baffi, direttore di Benevento Città Spettacolo e presidente del premio “Tutti pazzi x il teatro”.  Il cartellone 2011 è stato annunciato da Antonello Santagata che ha curato la selezione degli spettacoli e costruito un programma che racchiude le differenti anime del progetto: la volontà di sperimentazione, lo spirito d’integrazione, la capacità di comunicare la diversità. Poi l’intervento di Raffaele Del Vecchio che, come per la scorsa edizione, ha dato il suo benvenuto alla rassegna in città e la sua disponibilità a contribuire in maniera fattiva alla risoluzione di tutti i problemi organizzativi e amministrativi.  In conclusione, un’opportunità importante per tutto il territorio, in termini di risposta a una domanda culturale in crescita, sia da un punto di vista quantitativo, che qualitativo e un motivo di orgoglio e di speranza: così i rappresentanti delle istituzioni locali, dall’assessore provinciale Carlo Falato, al sindaco di Telese Terme Pasquale Carofano, hanno definito l’esperienza del teatro della diversità. Infine il commissario dell’ASL BN, Giuseppe Testa e il direttore del DSM di Benevento, Lucio Luciano hanno ribadito le finalità specifiche del progetto e la scelta di sostenere un percorso terapeutico che è strumento concreto di comunicazione, perché è spazio in cui il dramma personale si può esprimere liberamente.

Programma 2011

3 giugno 2011 Teatro Comunale/Benevento

Fragile

Compagnia teatrale Mayor Von Frinzius

ANFFAS Livorno

Regia di Lamberto Giannini

La coproduzione di questo spettacolo è della Fondazione Teatro Goldoni in collaborazione con Aamps, Atl, Circoscrizione 2 e Asatrade. Fragile, a differenza di Thanatos, sarà uno spettacolo emotivamente molto più leggero proprio per l’esigenza dell’intera compagnia di scaricare quella tensione accumulata nella costruzione dello spettacolo dell’anno passato che affrontava il tema della morte in generale e nello specifico di quella di Nicola Cannone, attore della compagnia scomparso appunto nell’ottobre 2009. C’è anche un po’ la voglia di tenere con noi i ricordi degli anni scorsi, non a caso nella scenografia saranno presenti delle immagini utilizzate in Thanatos e accatastate da una parte come un qualcosa di passato, ma che sempre significativamente ci accompagna; sarà di nuovo sulle scene Magda Barzi, poetessa della pace nata con lo spettacolo “Ma che colpa c’ha tu mà?” del 2007 e quest’anno, insegnante di come possiamo sfogare della nostra rabbia repressa, con il metodo della rissa Ghandiana assolutamente priva di contatto, ma in egual modo liberatoria. Tema principale di quest’anno è la follia, vista semplicemente come un diverso punto di vista, un diverso modo di intendere le cose e da qui, ad esempio, accanto ad un commovente balletto dalla coreografia strutturata, partirà sulla stessa musica una delle attrici cardine della compagnia, Chiara Gennai, che eseguirà in modo del tutto singolare lo stesso balletto trasformandosi poi in una nazista che ama esser fidanzata; oppure assisteremo ad un mago che, come nessuno ha mai saputo fare prima, riuscirà a moltiplicare le donne e che vorrebbe anche farci credere di esser guarito dalla sua sindrome di down. La follia si collega quindi alla fragilità, elemento che non deve essere superato attraverso atti di forza nevrotici, ma del quale dobbiamo innamorarci per rivendicarne la piena legittimità. Questo è solo un esempio di tante scene nate per caso, dall’improvvisazione del momento; è un po’ la caratteristica che ci contraddistingue, all’inizio un surplus di creatività, spunti, idee, che poi vengono tagliate, aggiunte, curate, continuamente modificate e perfezionate per giungere sempre a risultati di grande successo sia per il pubblico labronico che non. Anche quest’anno verranno citati momenti storici particolari: la firma di contratti di lavoro privi di alcun diritto, una gara etnica, dove l’etnia vincitrice avrà il privilegio di vivere, proliferare e morire nelle nostre carceri, fino ad arrivare agli anni ’60-’70 periodo di grande speranza, di grandi movimenti di protesta dove si credeva che tutto potesse cambiare e migliorare. Poi il riferimento a Basaglia, perché, alla fine: visto da vicino, nessuno è normale…(ma, aggiungiamo noi: c’è chi è meno normale degli altri!”) Fragile è stato realizzato sotto la regia di Lamberto Giannini con la collaborazione di Claudia Mazzeranghi, Lucia Picchianti, Angela Bagnoli e Alexandra Barzi e ha avuto il patrocinio del Comune di Livorno e della Regione Toscana.

14 giugno 2011 Teatro Comunale/Benevento

18 giugno 2011 Teatro Romano/Benevento

30 giugno 2011 Antiche Terme Iacobelli Telese Terme/BN

Lo cunto de la Gatta Cenerentola

Compagnia Instabile DSM Puglianello

Regia Antonello Santagata

Lo cunto de la Gatta Cenerentola: favola in musica in due atti ampiamente tratta da la Gatta Cenerentola di Roberto de Simone e con alcuni spunti da Lo cunto de li cunti di Giovan Battista Basile.

Sia Perrault che i Grimm, sia lo stesso De Simone, attingono tutti al “Trattenimento sesto de la jornata prima” del Pentamerone di Basile.

La storia è quella di Zezolla-Gatta Cenerentola che “ lo destino l’aveva posta a la cocina ma che pe vertude de le fate se guadagna no re pe marito”. Una Cenerentola strana,molto diversa dalla povera oppressa che conosciamo. Una Cenerentola che, in combutta con la nota matrigna della favola, addirittura uccide una prima matrigna, pagando poi le conseguenze del suo gesto criminale, divenendo vittima della sua stessa cattiveria e di quella della sua sodale che privilegia sfacciatamente le sue sei sorellastre.

Una Cenerentola “doppia”: buona e cattiva. Come quella certa doppiezza che alberga in ognuno di noi. E proprio la “doppiezza” il tema che viene ripreso qua e là con alcune citazioni da cogliere all’interno dello spettacolo: la canzone della Villanella di Cenerentola cantata come in un sogno da un altro personaggio. La Canzone dei Sette Mariti che viene cantata da due personaggi allo specchio. Gli attori maschi travestiti da donne. Il gustoso monologo della Capera sull’uomo che ruba una testa e “ va cammenanno cu doie cape”. Le due orchestre, infine, di circa trenta elementi: una classica di fiati e archi, una moderna e ritmica.

Un’attenzione particolare va posta proprio su queste due orchestre che devono suonare insieme, devono fondersi per accompagnare i brani musicali. Insomma devono integrarsi e così fanno! E integrazione, infatti, è il termine chiave, il fine ultimo del nostro progetto.

In una favola musicale ci si può esprimere con il canto, con la musica e con la recitazione. I nostri protagonisti hanno avuto la possibilità di cimentarsi, secondo la loro predisposizione, in ognuna di queste forme artistiche. Un triplice possibilità di  manifestare il proprio talento.

La riduzione e le modifiche che ho apportato al testo di De Simone sono state fatte per adattarlo alle nostre esigenze. Esigenze di una “compagnia teatrale amatoriale integrata” formata da circa 100 persone quasi equamente divise tra pazienti,operatori sanitari ed esterni. Nell’ adattamento sono stati lasciati inalterati,ovviamente, i famosi brani musicali e le scene più note che sono ormai patrimonio della cultura napoletana e nazionale.

Non si potevano modificare o eliminare personaggi come il coro del rosario,il monacello, le lavandaie con la famosa scena delle ingiurie, la zingara, i Cuccuruccu.

Ma anche personaggi, scene e canzoni nuove: la capera che si presenta cantando “tengo e’ recchie dint’e mure”; la scena e la Canzone delle Janare, evidente riferimento alla cultura beneventana con rimandi a Bellezza Orsini (la più nota strega sannita) o a S. Barbato vescovo che fece ardere il noce del sabba; il sogno della lavandaia a palazzo reale realizzato da un gruppo di “tammorre” che irrompono in scena; ancora il soldato poliglotta retaggio delle varie dominazioni straniere  subite dalle nostre terre; il nobile spagnolo galante ed insidiante ed infine lo stesso Basile che appare in scena alla fine per ricordare, nel suo napoletano seicentesco che “pazzo è chi contrasta co le stelle”.

I costumi barocchi, particolarmente quelli dei Cuccuruccu,( ispirati come quelli di Odette Nicoletti, alle incisioni di Callot dei Balli di Sfessania) ma rivisitati e reinventati; le partiture musicali  arrangiate ed adattate dal maestro Massimo D’Orsi; la scenografia, originale ed un po’ onirica di Salvatore Troiano; ed infine, i cori e i canti riletti da Bruno Capuano in maniera  emozionante contribuiscono a  far immergere gli spettatori, per circa due ore, in una atmosfera fiabesca di altri tempi.

 

16 giugno 2011 Teatro Comunale/Benevento

Le Notti Bianche

Liberamente tratto dal film omonimo di Luchino Visconti (1957)

Regia e coreografia: Luciana Lusso e Paolo Proietti

Cooperativa Superdiverso

DMA Roma

“…..un giorno

tu ti sveglierai e vedrai che è una bella giornata, ci sarà il sole, e tutto

sarà…..nuovo, cambiato, limpido, e quello che prima ti sembrava

impossibile diventerà semplice, normale, non ci credi?”

Visconti/Dostoevskij- LE NOTTI BIANCHE.

Lo spettacolo, prodotto nell’ambito del Progetto “Superdiverso” finanziato dal V° dipartimento del Comune di Roma (Roma Capitale), vede in scena una decina di attori danzatori con e senza disabilità fisiche. I motivi che ci hanno portato a lavorare sul film di Visconti sono vari e riguardano non solo la bellezza del testo originario e la qualità dell’opera cinematografica, ma anche e soprattutto la straordinaria attualità  del tema  e della sceneggiatura. Visconti trasporta l’azione dalla Pietroburgo del 1848, alla Livorno del 1957; una città che non ha ancora digerito le ferite della guerra, divisa da un ansia di rinnovamento (le vetrine illuminate,gli  sguardi accesi dei bambini, la musica americana che irrompe nelle bettole del porto) e dalla angosciosa normalità di un umanità varia e decaduta che pare, unica speranza, aggrapparsi alla fertilità del letame (contrapposta alla  presunta sterilità dei diamanti ) di cui avrebbe cantato De Andrè pochi anni dopo.

Nella tranquilla disperazione di una  provincia, così simile a quelle città slave o arabe che, gli ultimi decenni di pace bellica, hanno ridotto  a memorie del passato,  s’incontrano due  esseri fuori dal tempo: Natalia, fedele fino alla follia ad una promessa d’amore fatta da uno sconosciuto, col quale ha condiviso, nient’altro che uno sguardo e un casto abbraccio e Mario, l’uomo senza storia:

Natalia:

Mi chiamo Natalia. Ed ora, presto, mi dica tutto di lei, chi è, che

cosa fa, mi racconti la sua storia, e sarà come se fossimo stati

amici, da sempre

Mario: La mia storia? No, io non ho una storia

Natalia: E come ha fatto a vivere fino ad oggi senza una storia?

Mario: Ho vissuto, così….

Portare sul palcoscenico  il resoconto di un incontro tra la donna senza tempo e l’uomo senza storia  ci è parso quasi una necessità. Far raccontare  l’incontro da una compagnia integrata , da attori e danzatori con e senza disabilità è quasi naturale. Il disabile sembra divenuto un ruolo sociale o una categoria. Sembra quasi che non si riesca più ad intravedere la Persona dietro l’etichetta Disabile o Diversamente abile o Soggetto socialmente debole.

Ecco che l’intero spettacolo diviene  rappresentazione di una dis-abilità: l’incapacità  di comunicare. I due protagonisti ,e la varia umanità che li circonda, sono dei diversi: cercano il dialogo e  non il successo. Aspirano all’incontro di due anime e non all’esibizione mercificazione del Corpo,  si scoprono bambini esultando per la neve che, insolita come la rosa che sboccia sulla scogliera trasforma la città ferita  in un  mondo …..nuovo, cambiato, limpido….In cui…. quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale.

 

23 giugno 2011

Kat’arsi

Il Centro di Giorno

ASL 2 Perugia

E’ un servizio dell’Azienda ASL 2 di Perugia, coordinato dal Centro di Salute Mentale dell’Assisano e gestito dalla cooperativa ASAD. Accoglie utenti del comprensorio di Assisi, Bastia Umbra Bettona, Cannara, Valfabbrica. Il servizio  attua programmi ed interventi terapeutico-riabiltativi condivisi con il Centro di Salute Mentale.

Katarsi è la quarta opera messa in scena dal Centro di Giorno. In passato il gruppo ha prodotto: Attraverso la magia delle stagioni, L’altra metà del cielo del 2002, Domani sarà tutto perfetto del 2008. Kat’arsi affronta, attraverso le armi dell’ironia e della satira, la spinosa questione dei rapporti familiari, non di rado fondati sulla falsità e le ipocrisie anche più estreme. Le vicende della strampalata famiglia “Toccammazzasse” denunciano in maniera inequivocabile la scarsa autenticità dei sentimenti familiari che spesso caratterizzano  la nostra contemporaneità, uno spirito di denuncia declinato, però, in un’ottica fortemente autocritica e in un’esplicita prospettiva di redenzione e purificazione. Lo spettacolo combina diverse forme espressive: il teatro, la musica, la danza. Come in ogni rappresentazione, le scenografie, le coreografie e i costumi sono ideati e prodotti dagli utenti e dagli operatori del Centro di Giorno. Il soggetto teatrale nasce dalle storie raccontate dai pazienti e dagli operatori nelle sedute di arti terapie integrate.

 

 

 

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